Un popolo istruito sarà sempre forte e libero: così diceva José Martì, politico e rivoluzionario della Cuba di fine Ottocento. Ma quanto spendono i Paesi europei per l’istruzione dei propri cittadini?
Facendo riferimento ai dati elaborati da Openpolis, nel 2019 l’Italia risultava essere tra i Paesi UE che meno investono nell’istruzione dei propri cittadini e cittadine. Un trend negativo che ha preso il via con la crisi economica del 2008 e che da allora non è migliorato.
E se il dato non è da leggersi in senso assoluto, rimane tuttavia un importante indicatore sul ruolo della Scuola nell’agenda politica italiana.
Basti considerare che nel corso del 2020, complice la diffusione della pandemia, il 13,5% dei giovani tra i 18 e i 24 anni ha interrotto il proprio percorso formativo. A questa percentuale, già elevate di per sé, va aggiunto un 7% di dispersione implicita, ossia la percentuale di ragazzi e ragazze che pur ottenendo un titolo di studio non hanno raggiunto e competenze minime previste nel loro percorso.
In un’ottica di miglioramento, che cosa propongono i partiti in corsa alle elezioni?
Le proposte del Centrosinistra
Tra le principali proposte del Centrodestra – che ricordiamo essere formato dalla coalizione tra PD, + Europa, Alleanza Verdi Sinistra e Impegno Civico – ha elaborato una serie di proposte che possono essere riassunte in cinque punti:
• aumento dello stipendio degli insegnanti per adeguarsi alla media europea;
• gratuità e obbligatorietà della scuola dell’infanzia ed estensione dell’obbligo scolastico dai 3 ai 18 anni;
• riduzione del numero massimo di alunni a 20 per classe;
• estensione del tempo pieno e gratuità del trasporto scolastico locale per le famiglie a basso e medio reddito;
• aumentare di almeno l’1% del PIL la spesa per formazione e istruzione.
Le proposte del Centrodestra
Tra le principali proposte del Centrodestra – che ricordiamo essere formato dalla coalizione tra Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati – ha elaborato una serie di proposte che possono essere riassunte in quattro punti:
• rendere più meritocratico e professionalizzante il percorso scolastico;
• interventi su edilizia scolastica per messa in sicurezza, ammodernamenti e costruzione di nuovi edifici;
• promozione delle scuole tecniche professionali;
• sostegno alle famiglie con un “buono scuola” l’iscrizione alle scuole paritarie e private.
Le proposte del Movimento 5 Stelle
Tra le principali proposte del Movimento 5 Stelle troviamo invece:
• adeguamento degli stipendi degli insegnanti per adattarsi alla media europea;
• investimento sul benessere a scuola con psicologi e pedagogisti;
• introduzione della “scuola dei mestieri” per valorizzare e recuperare la tradizione dell’artigianato italiano.
Le proposte del Terzo Polo
Tra le principali proposte del Terzo Polo – formato dall’alleanza tra Azione e Italia Viva – ci sono:
• estensione dell’obbligo scolastico fino a 18 anni;
• aumento degli stipendi e riduzione del numero di studenti per classe;
• estensione del tempo pieno a tutte le scuole primarie;
• riqualificazione degli edifici scolastici;
• riformare la formazione professionale secondaria sul modello degli ITS e potenziare l’educazione civica.
