Aspirano a una società più armonica, a un mondo più sostenibile; cercano equità ed inclusione, rispettando le diversità, ma cercano anche certezze per il futuro: sono i ragazzi della Generazione Z, nati tra il 1997 e il 2012.
Secondo l’indagine Ipsos Flair 2022 gli under 25 italiani sono quella generazione che vive tra disimpegno e voglia di cambiare il mondo. Sono loro, secondo il Report, quelli che hanno sofferto maggiormente le restrizioni imposte dal Covid a causa del loro essere in una fase cruciale di sviluppo identitario e personale, ma sono gli stessi che, a differenza delle generazioni precedenti, sembrano i più restii a gettare la spugna.
Il 41% degli intervistati dichiara di essere uscito dall’anno e mezzo di pandemia più riflessivo, ma anche più sfiduciato; quasi un terzo di loro, il 31% si sente più fragile, mentre un 28% di loro si sentono sedentari e tristi. E sono anche coloro che per un 44% si sentono esclusi dalla società.
Ma sono anche una generazione che non si vuole arrendere: rispetto ai loro genitori – sempre secondo l’indagine – sono più coraggiosi e più profondi, e vogliono impegnarsi per cambiare la realtà, anche con piccoli gesti quotidiani. Per molti di loro – più del 70% - è infatti fondamentale mettere al primo posto ambiente e sostenibilità, e per molti di loro è fondamentale che la vita sia vissuta in equilibrio tra lavoro e sfera privata.
Gli under 25 sono anche quelli più inclusivi: rispetto alle generazioni precedenti, sono coloro che accettano maggiormente le diversità, l’immigrazione e pensano che sia necessario agevolare l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro. In particolare:
• il 58% cerca stabilità lavorativa;
• il 49% vorrebbe stabilità emotiva;
• il 41% ricerca serenità;
• il 38% auspica a un maggior riconoscimento del merito;
• il 32% vuole fare nuove esperienze.
Dal loro paese si aspettano dunque meno precariato, più libertà e meno tasse, più attenzione all’ambiente e più giovani al potere e meno gerontocrazia. Una generazione disillusa, ma che non ha perso la forza e la volontà di opporsi a quel quadro di incertezze lavorative ed esistenziali che la società ha dipinto per loro.
